2007-01-30

INDIANI SECONDA (parte)


STORIA
Non esistono stime attendibili sul numero degli indiani che abitavano l'America settentrionale prima dell'arrivo degli europei: alcuni studiosi hanno ipotizzato la presenza di decine di milioni di individui, ma vi sono notevoli dissensi in proposito. Quando vennero eseguiti i primi censimenti, le popolazioni indigene erano già state decimate da guerre, carestie e schiavitù. Alle violenze perpetrate dagli europei si aggiunsero le infezioni importate dal Vecchio Continente, che provocarono vere e proprie epidemie: si diffusero soprattutto il vaiolo e varie infezioni polmonari e gastrointestinali, contro le quali le popolazioni indigene non avevano mai sviluppato anticorpi. Probabilmente le infezioni non furono sempre letali in Canada, dove la popolazione indigena, costituita in gran parte di cacciatori-raccoglitori, conduceva vita nomade; gli uroni del lago Ontario furono tuttavia decimati da malattie trasmesse dai gesuiti che avevano fondato missioni in quell'area. Le popolazioni indigene del Canada mantennero una relativa indipendenza grazie al fatto che i coloni francesi, perlopiù commercianti di pelli, apprezzavano la loro abilità di cacciatori e avevano inoltre bisogno della loro alleanza nella guerra con l'Inghilterra. Gli inglesi considerarono invece la presenza delle popolazioni indigene come un ostacolo ai loro insediamenti sulla costa atlantica dell'America settentrionale, forzando gli indiani ad abbandonare i propri territori. L'arrivo dei coloni portò inoltre guerre e malattie che decimarono gli indigeni, costringendoli a cercare rifugio a ovest dei monti Appalachi.
Relazioni con gli Stati Uniti
La politica degli Stati Uniti d'America verso gli indiani fu spietata: guerre indiane, deportazioni, massacri, devastazioni dei territori e delle risorse, spoliazione (Indian Removal Act del 1830, Homestead Act del 1862), alleanze non rispettate (l'Oklahoma, riconosciuto ufficialmente alle “cinque nazioni” nel 1834, fu aperto alla colonizzazione nel 1889 e divenne stato dell'Unione nel 1907). La condizione delle popolazioni indiane superstiti all'inizio del XX secolo era segnata dalla povertà e dall'emarginazione. Soltanto nel 1924 fu loro accordata la cittadinanza statunitense.
Gli indiani d'America oggi
Dall'inizio del XX secolo gli indiani d'America degli Stati Uniti, compresi gli aleuti e gli inuit, hanno registrato un progressivo incremento demografico, raggiungendo nel 1990 i due milioni di persone, circa lo 0,8% della popolazione statunitense. Un terzo della popolazione indiana vive nelle riserve, situate in 35 diversi stati; i rimanenti nelle aree urbane, spesso contigue alle riserve. In Canada gli indiani costituiscono circa il 2% della popolazione e appartengono ai gruppi linguistici algonchino, irochese, athabasko, inuit; un gruppo consistente è costituito da popolazioni miste, soprattutto meticci di lingua francese. Nel 1999, in seguito a un accordo con il governo canadese, una vasta regione di 2 milioni di km2 è stata affidata a un'amministrazione autonoma inuit; il territorio è stato chiamato Nunavut (“nostra terra” in inuit).

INDIANI SECONDA (parte)

INDIANI D'AMERICA - parte 2 -

LA SOCIETÀ INDIANA
L'organizzazione sociale degli indiani d'America era quasi ovunque incentrata sulla famiglia. Dove il procacciamento del cibo era particolarmente arduo (perché le risorse erano scarse o difficilmente raggiungibili), si svilupparono le società più ristrette; dove era invece possibile l'agricoltura, le comunità erano più ampie, arrivando a contare da qualche centinaio ad alcune migliaia di individui. 1 Organizzazione politica e sociale Le popolazioni vivevano in villaggi spesso alleati tra loro; ogni villaggio era governato da capi che per decisioni importanti si riunivano in consiglio. In molte aree, le famiglie erano legate in clan, che condividevano la terra da coltivare e i diritti di pesca.
Economia
La maggioranza degli indiani d'America viveva in origine di caccia, raccolta e pesca; l'agricoltura fu introdotta a partire dal 3000 a.C.: la coltura più diffusa era quella del mais, seguita dalla patata, l'arachide, il cotone, il cacao, l'avocado. Il commercio ebbe una notevole importanza: nell'America nordoccidentale i prodotti di scambio erano costituiti in primo luogo da salmone essiccato, olio di pesce e canestri, in quella nordorientale da pelli e oggetti in rame.
Abitazioni
Gli indiani d'America vivevano in tende fatte di pelli nei climi più miti e in quelli più rigidi facevano ricorso a vari tipi di riparo, tra cui capanne costruite con blocchi di ghiaccio o di terra e rifugi interrati. Dove abbondava il legname venivano costruite case di legno, altrove si utilizzava la paglia per coprire semplici capanne. Abitazioni caratteristiche sono il tepee degli indiani delle praterie, il chikee dei seminole della Florida, gli hogan dei navajo. Apparentemente semplici, queste strutture erano il frutto di sapienti tecnologie. Negli stati sudoccidentali, sono tuttora visibili gli insediamenti rocciosi dei cliffdwellers, antenati degli odierni pueblo.
Religione
Gli indiani d'America coltivavano una grande varietà di credenze religiose. La maggior parte delle popolazioni venerava un'entità spirituale, origine di tutte le cose, che veniva identificata in diverse realtà o eventi: come luce e forza vitale (era allora rappresentata dal sole); come fertilità (e quindi aveva sede nella terra); come conoscenza e potere, di cui erano depositari principalmente alcuni animali, quali il giaguaro, l'orso, il serpente. Per provocare visioni venivano spesso somministrati allucinogeni, tra cui il peyote, all'interno di cerimonie caratterizzate da canti e digiuni. Importante era il culto dei morti, di cui erano ministri gli sciamani. Risalgono al 1000 a.C. le prime tombe coperte da tumuli sepolcrali, diventate in seguito centri di culto, tipiche della prima civiltà hopi. Presso alcune popolazioni potevano rivestire occasionalmente funzioni sacerdotali diverse persone, a seconda delle contingenze; non esistevano inoltre luoghi di culto fissi. Le popolazioni meridionali e della costa nordoccidentale del Pacifico avevano invece santuari o templi e sacerdoti permanenti.
Le lingue
Esistono circa un migliaio di lingue indiane d'America tuttora parlate dalle popolazioni indigene e si ritiene che diverse migliaia di idiomi si siano estinti dopo la colonizzazione europea. In molte aree non si parla solo la lingua nativa, ma anche quella delle popolazioni vicine e in molti casi si utilizza una lingua comune compresa da tutti i gruppi stanziati in una regione. In alcune zone si sono sviluppate lingue commerciali o pidgin, costituite da un gergo semplificato attinto spesso da idiomi diversi.
Arti e tecniche
Tra le prime arti sviluppatesi presso i nativi americani vi fu il taglio della selce, che si affermò quasi ovunque tra il X e il VI millennio a.C. Nella zona centroccidentale il rame venne usato fin dal periodo arcaico per forgiare strumenti e oggetti ornamentali, ma la lavorazione dei metalli a partire dal minerale fu importata dal Perù solo dopo il 900 a.C. e il bronzo venne introdotto quasi 2000 anni più tardi, intorno all'XI secolo d.C. Le prime ceramiche risalgono al 3500 a.C. e ancora più antica è l'arte di lavorare il giunco, che raggiunse i livelli più alti nelle regioni occidentali. La tessitura era praticata con varie tecniche, spesso insieme al ricamo (con piume, perle e conchiglie); le popolazioni di cacciatori utilizzavano pelli di daino per realizzare abiti, tende e contenitori. Molto praticato era l'intaglio del legno: nella costa pacifica settentrionale venne elaborato uno stile particolare, di cui i totem costituiscono l'esempio più noto.
Musica e danza
Il relativo isolamento degli indiani d'America ha consentito la conservazione delle loro tradizioni musicali. Il canto è l'espressione musicale dominante, con accompagnamento ritmico di strumenti quali tamburi, sonagli, flauti e zufoli. Le melodie e i testi sono generalmente brevi, ripetuti o combinati in serie. Le danze più note sono quelle degli indiani delle praterie, che comprendevano assolo per uomini e danze rituali di coppia o di gruppo.

2007-01-29

INDIANI D'AMERICA (prima parte)

Il Gran Bacino
e la California Nell'area comprendente le catene montuose e le vallate dello Utah, del Nevada e della California, si sviluppò a partire dal IX millennio a.C. una civiltà arcaica con un'economia basata sulla caccia, la pesca e la raccolta di piante e frutti selvatici. Le popolazioni più conosciute sono i paiute, gli ute e gli shoshoni, insieme ai klamat, ai modoc e agli yurok.
L'altopiano
Nelle foreste sempreverdi e sulle montagne di Idaho, Oregon orientale, Washington, Montana occidentale e dell'adiacente Canada vivevano, tra gli altri, i nez percé (nasi bucati), i wallawalla, gli yakima, i flathead e i cayuse. La loro cultura arcaica durò a lungo; l'economia si fondava sulla pesca al salmone e sulla coltivazione della camas, una pianta dal bulbo commestibile.
L'area subartica
Comprendente la maggior parte del Canada (dall'Atlantico al Pacifico e dalla tundra fino a 300 km dal confine con gli Stati Uniti), la rigidità del clima rende impossibile l'agricoltura: le popolazioni della regione vivevano allo stato nomade, praticando la pesca e la caccia (principalmente di alci e caribù). A est vivevano popolazioni di lingua algonchina, tra cui i cree e gli ojibwa o chippewa; a ovest, gruppi di lingua athabaska. Molte etnie, diventate sedentarie, continuano tuttora a vivere di caccia e pesca.
La costa nordoccidentale
Presenta un'area abitabile ridotta, stretta fra le montagne a est e l'oceano Pacifico. La ricchezza dell'ambiente marino e le fertili colline costituirono condizioni favorevoli all'insediamento umano: si stanziò qui una numerosa popolazione, organizzata in grandi villaggi, che diede vita a una cultura relativamente elaborata (vi sono notevoli testimonianze circa le fastose cerimonie che scandivano la vita delle comunità e reperti che provano lo sviluppo di un raffinato artigianato del legno). Tra i gruppi di quest'area, sono da segnalare i tlingit, gli tsimshian, gli haida, i kwakiutl, i nootka e i chinook.
La regione artica
Lungo le coste dell'Alaska e nel Canada settentrionale non si ebbero stanziamenti umani fino al ritiro dei ghiacci, avvenuto verso il 2000 a.C. Poiché anche qui l'agricoltura non è possibile, le popolazioni locali vivevano cacciando foche, caribù e, in alcune zone, balene. In Alaska vivono gli inuit (eschimesi), una parte dei quali emigrò intorno al 1000 d.C. in Groenlandia; la zona sudoccidentale è abitata dagli yuit, presenti anche in Siberia; gli aleuti, infine, vivono nelle isole Aleutine. Grazie all'isolamento cui furono sempre costrette, tutte queste popolazioni mantengono vive molte antiche tradizioni.

INDIANI D'AMERICA (prima parte)


INDIANI D'AMERICA - parte prima -

E' con questo nome che vengono comunemente definite le popolazioni indigene degli Stati Uniti, del Canada e di parte del Messico. L'appellativo di “indiani” fu loro attribuito da Cristoforo Colombo, erroneamente convinto di essere approdato nelle Indie asiatiche, nell'anno 1493. Essi sono detti anche amerindi o amerindiani (abbreviazioni di American Indians), oppure nativi d'America. Viene calcolato che prima della colonizzazione europea le popolazioni indigene del continente americano ammontassero a circa 90 milioni di individui, la cui gran parte abitava nel Messico e nella regione delle Ande. Ma, non tutti gli studiosi concordano con questa stima.

DA DOVE VENIVANO
Gli indiani d'America discendono da popolazioni asiatiche giunte in Alaska dalla Siberia nordorientale nel periodo glaciale: gruppi piuttosto numerosi avrebbero attraversato lo stretto di Bering, allora coperto di ghiacci, in successive ondate migratorie. Alcuni studiosi fanno risalire le prime migrazioni a 30.000 anni fa, sulla base di studi comparati tra i diversi linguaggi e di analisi delle caratteristiche genetiche; prove più dirette, basate su ritrovamenti archeologici, si riferiscono tuttavia a epoche posteriori, in particolare al 22.000 a.C. per il Canada, al 21.000 a.C. per il Messico e al 18.000 a.C. per il Perù. Pescatori e cacciatori nomadi, i primi abitanti del continente, spostandosi alla ricerca di cibo, diedero vita a una pluralità di gruppi etnici, con culture e tradizioni differenti.

LE AREE GEOGRAFICHE
La civiltà indiana si sviluppò in tutto il continente americano, producendo una notevole quantità di culture, di tecniche, di lingue, a volte molto diverse tra loro. Tuttavia, nell'ambito di definite aree geografiche, si diffusero comuni sistemi economici, politici e culturali. Il sud-ovest I primi insediamenti umani nell'area comprendente l'Arizona, il New Mexico, il Colorado meridionale e il Messico settentrionale risalgono al 9500 a.C. Dapprima cacciatori del mammut e poi del bisonte, gli abitanti dell'area sud-occidentale impararono a cacciare il cervo e la piccola selvaggina, dedicandosi anche alla raccolta di piante selvatiche; per macinare i semi utilizzavano strumenti di pietra. Verso il 7000 a.C., con la fine delle grandi glaciazioni e l'instaurarsi di un clima più caldo e asciutto, queste popolazioni iniziarono a praticare un'agricoltura arcaica. Intorno al 3000 a.C. cominciarono a coltivare il mais, già conosciuto in Messico. Verso il 300 a.C. alcune popolazioni messicane, dedite alla coltivazione del mais, di fagioli e cucurbitacee in terreni irrigati, emigrarono nell'Arizona meridionale. Chiamati hohokam, furono gli antenati degli odierni pima e papago. Il commercio con gli hohokam ebbe nei secoli importanti effetti sulle popolazioni che vivevano più a nord: ebbe un ruolo probabilmente determinante nella nascita della civiltà anasazi (verso il 700 d.C.), da cui discendono gli attuali pueblo. Nel XV secolo d.C. arrivò nell'area un popolo di cacciatori nomadi provenienti da Nord. Da questo popolo, che apprese l'agricoltura dai pueblo e l'allevamento di pecore e cavalli dagli spagnoli, discendono gli attuali navajo e molti gruppi apache. L'estremità occidentale della regione è abitata da gruppi etnici meno numerosi, fra cui gli havasupai, insediati a sud del Grand Canyon, e i mojave, lungo le sponde del Colorado. Le foreste orientali Questa vasta area, comprendenti le regioni temperate di Stati Uniti e Canada orientale, è delimitata a ovest dal Minnesota e dall'Ontario, a est dall'oceano Atlantico e a sud dal North Carolina. In origine era coperta da fitte foreste e abitata da cacciatori; intorno al 7000 a.C. si sviluppò una cultura arcaica e verso il 3000 a.C. le popolazioni dell'area raggiunsero un alto livello di civiltà, non più uguagliato fino al XIII secolo d.C. Risale all'VIII millennio a.C. l'introduzione dell'agricoltura, della pesca, della lavorazione della pietra e, nella zona dei Grandi Laghi, del rame. Agli indiani di quest'area appartengono gli irochesi e alcune popolazioni di lingua algonchina, tra cui i lenape o delaware, i micmac, i narragansett, gli shawnee, i potawatomi, i menominee, gli illinois. Alcune di queste popolazioni emigrarono a ovest nel IX secolo d.C., altre rimasero nella regione, generalmente raccolte in piccole comunità. Il sud-est Gran parte della regione a nord del golfo del Messico, dalle coste dell'Atlantico al Texas centrale, era un tempo coperta da foreste di pini: i numerosi daini che le popolavano costituivano la fonte di sostentamento di una popolazione di cacciatori ivi stanziata. Nel 3000 a.C. l'introduzione dell'agricoltura determinò un incremento demografico. Risale al XV secolo a.C. la costruzione delle prime città: questa civiltà si sviluppò fino al XVI secolo, quando, con l'arrivo degli europei, le epidemie cominciarono a decimare la popolazione. Le popolazioni di questa regione, che includevano i cherokee, i creek e i seminole, erano conosciute anche come le “cinque nazioni” e resistettero a lungo alla colonizzazione europea. Nella stessa area erano insediati anche i natchez, caratterizzati da un complesso sistema culturale, distrutto dagli europei alla fine del XVIII secolo. Le Grandi Pianure Nell'area delle grandi praterie che si estendono dal Canada centrale fino al Messico e dal Midwest alle Montagne Rocciose, la caccia al bisonte costituì la principale risorsa economica fino all'estinzione dell'animale, avvenuta attorno al 1890 per mano dei bianchi. La maggior parte delle popolazioni locali viveva in piccoli gruppi nomadi che si spostavano seguendo le grandi mandrie. Forme di agricoltura stanziale si svilupparono lungo il Missouri e altri fiumi delle pianure centrali a partire dall' 850 d.C., epoca a cui risalgono anche le prime città. Tra i primi abitanti delle praterie vi furono i piedi neri (cacciatori), i mandan e gli hidatsa (agricoltori); quando poi i coloni europei conquistarono le foreste orientali, molte popolazioni del Midwest si spostarono nelle Grandi Pianure: tra questi i sioux, i cheyenne e gli arapaho, preceduti dagli shoshoni e dai comanche.

CODA GIALLA 2

Quando stiamo nella Capanna del Sudore, la porta chiusa, tutto è buio, si vede solo il bagliore rosso delle pietre incandescenti. L'aria è impregnata dell'odore dell'incenso. E' come se fossimo dentro un altro mondo, al di là della nostra dimensione fisica. Quando l'acqua viene versata sulle pietre, il calore non ci purifica solo esteriormente, ma arriva anche nel profondo del nostro cuore. E sappiamo che è necessario sopportare il calore opprimente, se desideriamo essere purificati. In questo modo, alla fine del rito, possiamo uscire dalla capanna come uomini nuovi, che hanno visto la luce della saggezza, attraverso la propria eredità spirituale. Tutto ciò ci aiuterà ad andare incontro alla vita con una nuova consapevolezza del nostro stare sulla terra e dei doveri quotidiani che dobbiamo affrontare, grazie all'eredità spirituale che ci è stata tramandata.
(Coda Gialla) - Crow

CODA GIALLA

Tutti gli Indiani sanno che anche l'animale più piccolo ha una grande importanza e può insegnarci molto, esattamente come sono importanti tutte le piccole nozioni che impariamo giorno dopo giorno. Del resto, qualsiasi giornata e ogni attimo della nostra vita sono pieni di cose piccole. Per questo motivo non dobbiamo concentrare la nostra mente sui grandi possibili avvenimenti del futuro, ma dobbiamo agire per svolgere meglio che possiamo i nostri doveri quotidiani. Solo in questo modo dimostreremo rispetto nei confronti del Grande Spirito e di tutto ciò che Lui ha creato.
(Coda Gialla) - Crow

2007-01-28

GLI INDIANI





GLI INDIANI
Fieri e coraggiosi,in sella ai vostri cavalli maestosi,correte sulle praterie, difendendovi da soprusi e birbanterie,del coraggio e liberta' portatealta la bandiera,lealta' e onore son per voi una cosa seria.Non volete sottostare, a un padrone che come un bieco ladrone,rapinato vi ha delle cose a voi piu' care,dandovi in cambiocome sorte, fame, malattia e morte.






TATANGA MANI ASSINIBOINE (STONEY)
Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro. Abbiamo una responsabilità sacra, dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto, ben al di sopra del dono meraviglioso che è la vita delle piante,
dei pesci, dei boschi, degli uccelli e di tutte le creature che vivono sulla terra. Noi siamo in grado di prenderci cura di loro.